Concerto di una star che oggi ha quarantuno anni
Terence Trent D'Arby
da New York al "Noce"
t.s.
OLBIA. Adesso che si chiama Sananda Maitreya, lo guardi
e ti viene da pensare che sia reincarnato. Adesso che Terence Trent
D'Arby ha compiuto quarantun anni, lo guardi e rivedi lo stesso identico
viso stampato nel 1987 sulla copertina di quel Introducing the hard
line, che lo consacrò nell'Olimpo dello star system. Eppure,
una questione di karma lo ha cambiato: niente più passaggi alle
major. Sananda ora fa tutto da solo: suona, canta, balla, scrive, produce
e arrangia. Come è successo con Wild card, l'ultima fatica discografica
che domenica al "Fausto Noce" ha mischiato passato e presente
dell'artista newyorkese.
Un maglioncino chiaro che sembra infeltrito, tanto è striminzito,
jeans neri e un'energia che mezz'ora dopo le 22 diventa surreale spettacolo.
Perché Terence Trent D'Arby in sette anni di silenzio non si
è fatto dimenticare per Dance little sister e da quel brano,
domenica, l'americano adottato da Londra e da Milano ha avuto bisogno
di ricominciare.
Si capisce subito che è uno di quelli spettacoli costruiti per
non essere dimenticati, ma senza speciali. Vale solo l'uomo, quella
tigre per l'oroscopo cinese - come ha scritto nel suo sito www.sanandamaitreya.com
-, quel corpo di muscoli e nervi che vibra, ondeggia, si agita, si appassiona,
si regala, mai si distrae e per un'ora e mezzo scatena ricordi, esalta
la vita, rilassa e fa ballare.
L'omaggio di Terence Trent D'Arby a Olbia sono diciassette canzoni:
una vetrine di donne, di amori, di voglia di baci e carezze, di mani
leggere sui corpi che si uniscono, di lacrime e addii, di solitudine
e risate. Da "O divina" a "Do you love me like you say",
"Saying about you", "Wishing well", "My dark
place", "Testify", "Delicate".
Poche parole in italiano per ringraziare il pubblico e poi ancora solo
musica, ballate e parentesi rock, suoni che portano a Prince, che fanno
pensare a Joe Cocker, che sanno anche di jazz, di canti venuti da lontano.
Sananda vola e fa volare, al Fausto Noce, concede il bis, duetta con
gli occhi con la sua giovanissima e italica band prima di scomparire
a mezzanotte. Ma poi eccolo di nuovo, quando le luci dei riflettori
sono spente, a firmare autografi, il cd che nel parterre in tanti hanno
comprato a undici euro «perché senza major posso decidere
il prezzo».
Il ritorno di Sananda sono poche date, in giro per l'Europa, in attesa
che il grande show con Aretha Franklin e altri mostri sacri della musica
giri in autunno il mondo. E con loro anche Antonio Vilardi, il direttore
artistico del Saint Michel di Bruxelles che ha portato Terence Trent
D'Arby e per lui scriverà. Cosi' ha deciso Sananda.
Al.Car.
BREVI