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TERENCE TRENT D'ARBY
Sananda Maitreya
WILDCARD

MUSICA & RELAX


In molti ricorderanno senza sforzo “Introducing the hardline according to Terence Trent D’Arby”, chilometrico titolo di uno degli esordi più prolifici della storia del pop. Era il 1987 e l’artista di colore esplose come una bomba: l’album vendette 12 milioni di copie. I tre album successivi non ottennero tale successo e dalla metà degli anni ’90, il cantante fece sparire le proprie tracce fino ad oggi con la pubblicazione del suo nuovo lavoro “Wildcard”.
Ma che fine aveva fatto Terence Trent D’Arby ? Beh, è diventato Sananda Maitreya: ai due nomi è attribuito il nuovo disco. Siccome non si capisce più bene chi ci si trova davanti, si è cercata una spiegazione da parte dell’artista medesimo, che così ha chiarito la questione: “Io non sono diventato Sananda, mi sono semplicemente ricordato che lo ero. Oggi sono una persona libera che vive nel presente, nella grazia di ogni istante, perché nel profondo mi sono sempre preoccupato della verità. Da quando ho imparato ad accettarmi come Sananda vivere la mia verità è la sola cosa che mi importi davvero. Bisogna seguire il proprio cuore e le proprie passioni più profonde. Questa scoperta mi ha donato gioia, pace e armonia con me stesso”.
Gioia, pace e armonia che escono dalle 18 nuove canzoni di “Wildcard”, che scorrono via fluide emanando tutta la serenità che Terence/Sananda sembra avere scoperto: l’apertura è affidata alla splendida “O divina” , da qui si snoda un percorso abbastanza vario, a volte più solare a volte più notturna ma sempre piacevole musica funky-soul coperta di una leggera spolverata pop.
Tutti i brani sono stati registrati a Los Angeles, nella casa-studio di Sananda, in totale libertà e indipendenza.
Oggi, infatti, Sananda si sente libero. Quasi totalmente. Ha una sua etichetta discografica, la Sananda Records, un suo studio di registrazione, il Monasteryo, e un nuovo modo di affrontare la vita: “Ho sempre sentito la vita come qualcosa di spirituale, ma la mia parte emozionale era come bloccata da qualcosa. Io sono una persona molto sensibile ed emotiva, e bastava una piccola cosa per ferirmi. Non ero in pace con me stesso. Non credo comunque che la spiritualità sia più importante di altri aspetti dell'essere umano. La mia musica è questo, oggi. Mi sento protetto”. E l'atmosfera che pervade il suo nuovo album è fatta di pace, di soul, di gospel e di funk, quasi a voler ritornare alle vecchie radici di Terence Trent D'Arby e a quelle dei suoi genitori: un padre predicatore evangelico ed una madre cantante di gospel. “La mia musica arriva dalle mie origini, portoghesi, spagnole, irlandesi, e chissà quant'altro… La mia musica è totalmente determinata dalle mie sensazioni, da ciò che sento interiormente. …. La musica rappresenta le fondamenta delle nostre emozioni e del nostro spirito. La musica è la vita”
CONSIGLIO: una musica intimista e piacevolmente coinvolgente, da usare come sottofondo per la sera di S. Valentino ……

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