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Venerdì 24 Maggio 2002 18:27

TERENCE TRENT D'ARBY, LA QUIETE (RI)CONQUISTATA

E’un’intensa quiete interiore il tratto più marcato, la caratteristica più vibrante di Sananda Maitreya. Una quiete (ri)conquistata dopo aver abbandonato Terence Trent D’Arby, semplicemente un nome d’arte.

Quello che è accaduto è l’esperienza di una vita intera. Non mi sono mai sentito completamente come Terence Trent D’Arby. E'come indossare degli indumenti che non ti stanno bene. In particolar modo, la vita di Terence era più segnata dal dolore che dalla gioia. Sentivo di possedere una grande gioia dentro il mio cuore ma non è stato facile raggiungerla. Dopo aver ripreso la mia memoria mi sono ricordato quale fosse il mio nome. Sai, i tuoi genitori non ti danno sempre il tuo vero nome, qualche volta quel nome è adatto, qualche volta non lo è. E qualche volta sei tu che devi ricordarti quale sia quello vero. E lo recuperi!


Potrebbe essere sufficiente questa considerazione per capire chi sia realmente Sananda Maitreya. E’ un’intensa quiete interiore il suo tratto più marcato, la sua caratteristica più vibrante. Una quiete (ri)conquistata dopo aver abbandonato Terence Trent D’Arby, semplicemente un nome d’arte. Dopo aver ascoltato e trascritto le emozioni di Sananda, vi suggerisco senza esitazione di scoprirne la passione e la memoria, di come sia riuscito a dare una forma più spirituale alla sua vita, raggiungendo se stesso.

Perché sentivi che Terence non era il tuo nome? Cosa è realmente accaduto?
Ho capito che non era il nome adatto dall’età di 6 anni. Non l’ho mai sentito adatto. Non mi ha mai divertito, anche il successo sembrava non appartenermi.

E adesso c’è Sananda.
C’è sin dall’età di 33 anni. Attraverso una serie di sogni, ho capito che Sananda era il mio nome più veritiero. Terence era il nome che utilizzavo, una proiezione. La verità è che è Sananda ad essere dietro tutto questo. Ma non sarebbe stato giusto scoprirlo troppo presto.

“Wildcard” si manifesta come un album di radicale trasformazione?
Ogni album è qualcosa di totalmente nuovo. Tutta la vita artistica è fatta di passi in avanti, sempre ricercando un’identità reale. Non ho mai seguito un’unica direzione, un’unica politica. Credo che questo sia il percorso verso la verità e la pace, e non ho mai permesso ad un gruppo di banchieri di dirmi chi fossi. Perché la vita di un artista è una vita di ricerca, di scoperta per se stessi. Era vero per Van Gogh, per Dante e, sono sicuro, per artisti come il vostro Biagio Antonacci. Si cerca sempre di scoprire di più, di andare oltre.

La vita va nutrita con curiosità e con costante riflessione.
Io ho provato a vedere la vita uitlizzando uno scalpello, per trovare la figura dentro il marmo, per modellare la persona ideale. Durante la nostra vita perdiamo tutti i pezzettini che non ci servono più, cercando di essere sempre più innocenti e semplici. “Wildcard” simboleggia la libertà. Per la prima volta nella mia carriera ho avuto la possibilità, lo spazio per liberare la verità di Sananda. Terence è stata sempre una maschera. Se le persone amano le maschere - perché no? - usa la maschera. Ma adesso voglio essere certo di essere visto senza quella maschera. Questo è veramente importante per me!

Cosa ci regalerai durante queste tue tre date italiane?
Mi sto preparando per un tour completo che inizierà a metà luglio in Italia. Sarà un tour “elettrico”, con molti brani tratti da “Wildcard” e molti del passato. Queste tre date sono state richieste e mi esibirò con un mio amico musicista, Louis Metoyer. Non mi piacciono i club, preferisco le situazioni con una band. Adoro il rumore, l’illusione della strada, ma ho sempre amato l’Italia, il modo in cui gli italiani apprezzano se stessi, la loro anima e il loro spirito. Il soul non è per me una categoria musicale, non mi sono mai etichettato come un cantante soul. Sono altri gli artisti soul, nella pura essenza del termine, artisti come John Lennon, Luciano Pavarotti, Aretha Franklyn.

Mi piacerebbe sottolineare un aspetto di questa tua considerazione. Parlando dell’essenza della musica, qual è il tuo giudizio sul grande e brutale circo della discografia?
Le cose sono spesso identiche, ma ci sono delle fasi della musica durante le quali le persone diventano più responsabili. E così Il business è destinato a soffrire, a crollare. Perché la musica nutre il cuore e l’anima delle persone, direttamente. Credo che gli artisti abbiano un’enorme responsabilità e debbano mantenere la loro ispirazione sempre viva.

Durante le mie conversazioni con altri cantanti, è sempre stata messa in rilievo l’importanza della musica e delle parole in un contesto più ampio, come quello sociale.
Sono completamente d’accordo! Credo che molti governi tentino di monopolizzare i mezzi d’informazione, come le radio. Credo anche che a volte le multinazionali diano delle precise istruzioni, non permettendo alla musica di raggiungere i giovani e farli riflettere su se stessi. La musica può attraversare tutti i linguaggi, tutte le menzogne, tutta la politica. Ed anche i cuori delle persone! Nel passato c’era paura di questo potere. I Beatles, Bob Dylan non hanno cambiato soltanto la musica, ma anche le idee, la cultura. Ecco spiegato perché gli artisti hanno questa grande responsabilità.

Credo di aver scoperto una nuova persona. Le tue parole hanno il suono della pace, di una profonda quiete interiore!
Grazie! Non ho mai accettato le menzogne della mia casa di produzione, questo è il mio vero inizio di una nuova vita. Visitate il mio sito www.sanandapromotion.com e lanciate uno sguardo alle nuove uscite, al mio nuovo singolo. Tutto questo per me rappresenta l’inizio di quello che sono realmente capace di fare, senza che le multinazionali provino a fermarmi. Perché? Perché hanno paura del potere della mia passione!

Andrea Braconi

 

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